Milano, gli sgomberi e il “vento che cambia”

Milano, gli sgomberi e il “vento che cambia”

12 Marzo 2012 Off Di Redazione

A Milano, al cavalcavia di Bacula, tra il 28 e il 29 marzo è stato effettuato un nuovo sgombero del campo rom, su insistente richiesta dei residenti della zona esasperati, secondo Franco Vanni di Repubblica, “da furti e degrado”. Innegabilmente, il tipo di intervento ricorda quelli ad opera della vecchia giunta Moratti, all’epoca criticati dall’opposizione di centrosinistra in Consiglio comunale.
Lo stesso ex vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato dichiara: “La sinistra ci accusava di spostare i campi da una parte all’altra della città con gli sgomberi, ma ora fa lo stesso, solo che loro avvisano in anticipo i capiclan e l’intervento viene depotenziato”.
Sono così evidenti le similarità tra gli interventi della nuova e della vecchia giunta che anche il giornalista di Repubblica deve prenderne atto, seppur con i dovuti distinguo. Secondo Franco Vanni, infatti, con la giunta Pisapia “cambia il senso stesso degli interventi: fra gli obiettivi dichiarati dello sgombero in Bacula c’è anche «la sicurezza delle persone rom, vista la prossimità della rete ferroviaria»”. Altra differenza, secondo la stessa fonte, si registra “nell’equipaggiamento” dei vigili: niente più scudi e caschi, così come niente più “fotografo ufficiale al seguito”. La nuova giunta si distingue perché “sottolinea gli aspetti dell’assistenza”: Palazzo Marino avrebbe offerto situazioni alternative che i rom non hanno voluto accettare e si sarebbe prodigato per la predisposizione di strutture di accoglienza di donne e bambini. Questi ultimi, inoltre, non erano presenti al momento dello sgombero. Secondo Vanni di Repubblica (e il Comune), insomma, tutto è stato fatto per marcare le distanze da De Corato e dai metodi xenofobi della giunta Moratti.
Non la vedono allo stesso modo, però, al Naga, associazione milanese per la cura socio sanitaria e la tutela legale dei migranti, secondo cui “come sempre, le persone che ci abitavano – settantacinque, di cui ventitré minori – (durante lo sgombero, ndr) si sono disperse nelle zone limitrofe”. Il Naga conferma che “le persone sono state avvisate dalla polizia dell’imminente sgombero nei giorni precedenti” ma fa notare che “come sempre non hanno ricevuto la notifica dello sgombero”. Durante l’intervento “non c’erano assistenti sociali presenti” e “i beni materiali – baracche, tende, materassi, giocattoli dei bambini, – sono stati distrutti”. L’obiettivo, secondo il Naga, è stato solo quello di “allontanare le persone dal posto, senza prendersi carico di trovare soluzioni abitative che potessero essere condivise con le persone, come se le persone potessero semplicemente sparire”. Inoltre, “i bambini che frequentavano la scuola vedranno il loro percorso scolastico interrotto, le persone occupate avranno la difficoltà di mantenere il proprio lavoro e cercare un posto dove abitare”. Per il Naga, insomma, “lo sgombero di Bacula non è una novità: segue quelli che si sono verificati nei mesi di novembre e dicembre in altri campi”. “Di sgombero in sgombero”, continuano, “aumenta la precarietà delle condizioni abitative e di vita, si recidono i legami, la sicurezza di queste persone peggiora”.
Seppure, quindi, il Comune sottolinei “gli aspetti dell’assistenza” non si può negare che la sostanza rimanga se non uguale di certo molto simile: senza una soluzione abitativa per i rom sgomberati, questi dovranno trovare altri luoghi dove fermarsi, dormire. Con il rischio, che poi è una certezza, di ritrovarsi nuovamente sgomberati. Altra cosa rispetto alla “sicurezza delle persone rom”.
Luigi Riccio