Ci sono bambini e bambini

Ci sono bambini e bambini

12 Novembre 2012 Off Di Redazione

I bambini non sono tutti uguali. Quelli neri o scuretti vengono fotografati e messi in mostra senza liberatorie né particolari cautele. Il fatto che ciò accada spesso per cause degne (o presunte tali) può cambiare la sostanza delle cose?

La giornata è iniziata con l’apertura di una mail che mi invitava a una cosiddetta mostra di beneficenza in favore del Mali. Una mostra che non solo utilizzava l’immagine del bambino “povero e nero” (che come Calimero attira!) per “presentarsi” al pubblico, ma era proprio “fatta” di foto di scolari africani belli, educati, sorridenti e seduti nei banchi! Davvero un soggetto del genere merita di essere mostrato? Cosa c’è di eccezionale nel fatto che dei bambini africani vadano a scuola e riescano a studiare? Qual è il messaggio che si vuole inviare? Ma la questione più urgente è forse un’altra e riguarda la disinvoltura con cui vengono usate, per le ragioni più varie, le immagini dei bambini africani e del cosiddetto terzo mondo.

In termini di legge: in Italia (ed in Europa) esiste una legge che stabilisce la necessità dell’autorizzazione della persona fotografata per poterne pubblicare l’immagine (legge 633/41 art.96). Ma per quanto riguarda i bambini, dal combinato disposto della stessa legge e della cosiddetta legge sulla privacy, si evince il divieto di pubblicare immagini di bambini (minori), in modo che siano riconoscibili, anche in caso di eventi di rilevanza pubblica.

Questa norma però, nella pratica, viene applicata solo per tutelare i bambini europei. E’ corretto tutto questo? Magari sì, dal punto di vista giuridico. Ma l’etica dove la mettiamo?  Di fornte alle immagini che avrebbero dovuto invogliarmi ad andare alla mostra, sono stata assalita da un senso profondo di rabbia e di sdegno. L’Europa che tollera tutto questo e che si disinteressa del punto di vista degli africani è, se non sbaglio, il soggetto a cui è stato assegnato, appena pochi giorni fa,  il premio Nobel per la pace.

Rosalba Calabretta (Associazione Solidaritè Nord Sud)